Come cadono le statue

Personaggi famosi e i loro fallimenti: il caso Hocquenghem a Parigi.

Di Giulia Barjona / 2.11.2022

Nel marzo 2020 il sindaco di Parigi ha dovuto rimuovere una targa commemorativa  appena inaugurata in onore dell’attivista Guy Hocquenghem. Quest’ultimo, negli anni ’70 e ’80, si era battuto per il riconoscimento dei diritti degli omosessuali, ma non solo. La decisione di togliere la targa è stata presa sulla base della risposta aggressiva ricevuta da parte dei cittadini.

Perché una statua deve essere distrutta? Innanzitutto bisogna ricordare che una statua è un simbolo che può correre il rischio di essere collegato dall’opinione pubblica a un passato considerato “vergognoso”. L’ondata di violenta vendetta verso la celebrazione di tale passato è nata in America dopo la morte di un uomo di colore ucciso dalla polizia. Un gesto di ribellione, dunque, che simboleggia una lotta contro l’odio verso questa minoranza. Stiamo parlando del caso di George Floyd, il texano di colore ucciso da un poliziotto, simbolo del razzismo ancora vivo negli USA. 

Inoltre, la distruzione delle statue è sempre stata un forte messaggio di cambiamento, una rottura ben segnalata, ad esempio, verso una forma di governo “vecchia” o oppressiva.

Possiamo giustificare la distruzione delle statue? Ovviamente no. L’arte è una traccia di storia, è qualcosa che ci parla. Cancellando un pezzo del passato diventiamo colpevoli di impedire alle generazioni future di avere una visione globale della nostra storia. Perché, allora, non spostare le targhe e le altre forme d’arte in un museo del “passato che è passato”? Creando una raccolta di “fallimenti storici” possiamo sperare di non commettere gli stessi errori e allo stesso tempo ammirare la bellezza creata da artisti che meritano di essere ricordati e che hanno lavorato per guadagnarsi da vivere. Ovviamente questa azione non è solamente un inchino all’arte politica celebrativa, bisogna prendere in considerazione anche i ritratti che rappresentano personalità legate ad altri ambiti della società, della scienza o della cultura.

Ogni persona vive in un periodo diverso; influenze politiche ed etiche sono in eterno movimento. Per noi, che viviamo negli anni 2000, è molto difficile comprendere la mentalità e lo spirito di un popolo che abitava la stessa regione nel 1600. Ancora più difficile immaginare una popolazione remota nel tempo e nello spazio! Inoltre, giudicare il pensiero, le scelte e le convinzioni di un personaggio famoso utilizzando la mentalità odierna come riferimento può condurre a gravi errori di valutazione. I rivoluzionari contemporanei, che lottano per una formulazione etica più egualitaria, devono immaginare, e quindi sapere, che la maggior parte degli uomini e delle donne che hanno vissuto nel passato non hanno avuto altra scelta o possibilità di confronto con ciò che è per noi migliore, giusto, etico o normale.

Va poi ricordato che le statue furono costruite per ringraziare una donna o un uomo per il lavoro svolto e grazie al quale l’intera civiltà umana ha potuto progredire. Bisogna imparare ad analizzare correttamente il periodo storico e le circostanze vissute da ciascun autore, ricercatore, ecc. Non possiamo condannare Baudelaire per aver dedicato un libro al vino,  in cui descriveva la gioia di essere ubriachi. Eppure, una persona nata durante il proibizionismo americano l’avrebbe condannato… ingiustamente, dato che stiamo parlando di personaggi vissuti in epoche e nazioni diverse! È quindi fondamentale porsi un limite, soprattutto là dove c’è la possibilità di conoscere bene la vita di una persona nata in un tempo lontano dal nostro.

Il “problema di Guy Hocquenghem” è difficile da gestire a causa delle sue dichiarazioni. Guy Hocquenghem era un uomo controverso e inquietante. Merita davvero una targa? Il suo nome è degno di essere appeso al muro?
In primis, Hocquenghem è stato accusato di essere favorevole alla pedofilia in seguito alle accuse di pedocriminalità mosse contro un suo amico, lo scrittore Gabriel Matzneff. Oltre all’amicizia che lo legava a Matzneff, pesa contro Hocquenghem anche la presenza della sua firma in petizioni che criticavano i metodi di repressione delle relazioni sessuali fra adulti e minorenni. Alcuni studiosi non sono d’accordo su questa interpretazione della personalità di Hocquenghem, ma la targa ormai aveva suscitato troppe critiche e non poteva essere lasciata dov’era. Infine, Hocquenghem è stato anche accusato di essersi battuto contro la realtà e la diffusione delle informazioni sull’AIDS. Voleva proteggere gli omosessuali dallo stereotipo di portatori di questa malattia o credeva davvero che non esistesse? Qualunque sia la risposta, Hocquenghem è finito vittima della spietata ironia della storia: è morto a causa di questa stessa patologia.

In conclusione, possiamo affermare che non tutti meritano un riconoscimento ma, a volte, è necessario vedere i benefici apportati e non solo l’uomo nel suo privato, bensì il simbolo che egli rappresenta.

Autrice

Giulia Barjona (Italia)

Lingue: Italiano, inglese e francese. 

Studi: Laureata in Scienze pedagogiche 

L'Europa è... un'immensa fonte d'ispirazione e di scoperta.

Proofreader

Alessandra Ivaldi (Italia)

Lingue: Italiano, inglese, tedesco, francese

L’Europa è… un patrimonio culturale.

Website: https://alessandraivaldi.wixsite.com/home

Author: alessandra

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