Borgen: rovesciamento o conferma degli stereotipi femminili sul potere?

La serie tv danese “Borgen” (2010) racconta la vita del personaggio fittizio Birgitte Nyborg, la prima donna danese a ricoprire il ruolo di prima ministra del suo paese. Borgen offre una nuova prospettiva sugli stereotipi di genere riguardo gli stili di leadership. In che modo? Vediamo i primi due episodi della serie, quando Nyborg vince le elezioni e forma una coalizione di governo. 

Di Elisa Rijntjes / 10.05.2021

Stereotipi femminili VS maschili

Quali sono alcuni degli stereotipi femminili trasposti in Borgen? Un esempio è la scena in cui il consigliere di Nyborg vorrebbe che lei continuasse a lavorare alla sua campagna politica, ma lei risponde che deve andare a prendere i suoi figli a una festa di compleanno. Nel momento in cui il consigliere le chiede se sta prendendo sul serio il loro lavoro, lei risponde: “Non so se ti sei reso conto che lavoro 16 ore al giorno per questa campagna. (…) Ho promesso ai miei figli di dedicarmi a loro settimane fa.” Questa scena allude allo stereotipo per cui è difficile per le donne gestire sia la carriera che la vita privata. Un altro stereotipo si può notare nelle scene in cui Nyborg rifiuta di ricattare altri politici in modo da vincere le elezioni, sempre vista come una tipica caratteristica femminile. “Per chi mi hai preso?”, dice al suo consigliere; “Non potrei mai perdonarmi di vincere le elezioni in questo modo.”

Adesso dovremmo parlare anche di alcune “caratteristiche di leadership” maschili. Curiosamente questi stereotipi vengono rappresentati dalla stessa Birgitte Nyborg. Una scena emblematica è quella in cui iniziano le negoziazioni con il nuovo leader del Partito dei Lavoratori. In scene simili, lungo tutto il corso dei primi due episodi, la persona che siede a capotavola o che gestisce il corso della negoziazione è sempre un politico uomo. Ma in questa scena c’è un cambiamento significativo: è Nyborg che siede a capo del tavolo, è lei che interrompe le negoziazioni, è lei che afferma che il suo partito non appoggerà l’accordo ed è lei che si alza per andarsene con il suo mentore. È proprio questa sicurezza in sé stessa che aiuterà Nyborg a diventare prima ministra. 

Il fatto che Nyborg sia un personaggio che unisce sia stereotipi maschili che femminili mi ha fatto riflettere: perché dobbiamo concepire questo ruolo tenendo a mente degli stereotipi di genere come categorie invariabili? Per quale motivo un politico uomo non dovrebbe andare a prendere i suoi figli a una festa? Perché non potrebbe essere anche lui refrattario nei confronti dei ricatti? Per quale motivo deve essere automatico che un uomo si sieda a capotavola e conduca le negoziazioni? Borgen disobbedisce alle credenze che, inconsapevolmente, abbiamo adottato riguardo queste categorie prestabilite. 

Ci sono tre livelli di prospettiva in Borgen che aiutano noi e l’audience a realizzare che si tratta di pregiudizi non oggettivi. Il primo livello è il personaggio di Nyborg stesso. Il secondo livello riguarda le persone che danno un’idea di lei, per esempio i giornalisti che la intervistano. È anche il motivo per cui TV1 Channel in Borgen è fondamentale. Il terzo livello sono le persone che osservano queste rappresentazioni di lei, per esempio Nyborg stessa, la sua famiglia, l’opinione pubblica, etc. Questa strategia non solo consente a noi, il pubblico, di adottare i vari punti di vista, ma è anche un’occasione per presentare delle rappresentazioni di questi tipici stereotipi femminili e maschili legati al comando, dandoci modo di capirli proprio perché ci confrontiamo con diverse prospettive.

Tornando alla nostra domanda iniziale, Borgen non conferma, né rifiuta gli stereotipi legati alla leadership femminile, ma crea una nuova narrativa. Come ha dichiarato J.G. Gram, una delle autrici della serie: “Ci vorrà ancora del tempo affinché la situazione attuale cambi e per una donna diventi tutto facile come per un uomo” nel mondo del lavoro. È certo che dovrà ancora passare del tempo, però, come si può constatare con i tre livelli di prospettiva in Borgen, la cultura pop può accelerare il processo. 

Autrice

Nome: Elisa Rijntjes
Nazionalità: olandese, tedesca, greca
Lingue: inglese, francese, olandese, tedesco, greco
Studi: Arti liberali e scienze
L'Europa è... un progetto entusiasmante che rende possibile lo scambio interculturale, ci incoraggia a mantenere una mente aperta e garantisce le nostre libertà

Traduttrice

Arianna Bordi (Italia)

Studi: Laurea magistrale in Editoria e comunicazione visiva e digitale

Lingue: Inglese e francese

L'Europa è… casa ovunque.

Author: alessandra

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