Professori impreparati e genitori difficili da gestire

La scuola è un luogo di apprendimento, ma di che tipo? Deve trasmettere dei valori, come per esempio la libertà di espressione, ma anche rispettare i valori diversi, appartenenti a ciascuna sotto cultura. Senza la volontà dei genitori di accettare un punto di vista diverso e senza una formazione adeguata dei professori, le “battaglie” pedagogiche non riescono a raggiungere i loro obiettivi. 

Di Giulia Barjona / 11.12.2020

Il 16 ottobre, a Conflans-Sainte-Honorine, nel dipartimento di Yvelines, un insegnante del Collège Du Bois è stato decapitato.

Samuel Paty era professore di storia e geografia. Aveva anche la responsabilità di svolgere il corso di educazione morale e civica, la materia più difficile da affrontare nelle classi multiculturali, in particolare nel momento in cui le scuole sono localizzate in zone di educazione prioritaria. 

Bisogna, quindi, pensare bene o reinventare il ruolo che ogni attore ha sul piano francese e internazionale quando si tratta di educazione, di priorità, di valori, di disciplina e di insegnamento.  

La scuola è innanzitutto un luogo di apprendimento dove non ci si limita alla matematica, alle lingue, alla geografia, etc. Questa istituzione offre l’opportunità di apprendere a interagire e a confrontarsi con le altre culture oppure “soltanto” (come se fosse cosa da poco, N.d.T.) con tantissime idee diverse fra loro. Rimettendo in discussione le nostre convinzioni abbiamo la possibilità di scoprire dei punti di vista nuovi e di renderli più saldi. Vivere le osservazioni come delle accuse non aiuta a sviluppare una capacità dialettica utile per farsi comprendere.

Inoltre, la scuola nazionale offre un percorso che è stato scelto per dare agli studenti la più grande quantità di informazioni utile al fine di vivere, e di vivere insieme, nel mondo. Certe materie seguono un cammino adattato per preparare gli studenti nei loro studi futuri e altri offrono l’opportunità di analizzare la società con spirito critico. Conoscersi e conoscere quelli che ci circondano ci dà l’occasione di costruire una coabitazione pacifica e rispettosa.

D’altra parte, i genitori degli alunni, quando portano i loro figli a scuola, riconoscono l’utilità di questa istituzione. La scuola trasmette il sapere e la cultura di uno stato. Inoltre, condivide un tipo di sapere che i genitori, da soli, non potrebbero mai trasmettere ai loro figli. Questi genitori sono ossessionati dal desiderio di controllo: pianificare gli approcci, la mente e la vita dei loro “piccoli”.

Al contrario, l’istituzione scolare non è pronta a confrontarsi con la formazione che si addentra nelle classi tramite gli studenti. 

Per prima cosa, bisogna avere coscienza della cultura di origine dei differenti bambini e adolescenti. Allo stesso modo, i professori non sembrano pronti ad affrontare le tematiche scottanti e a utilizzare il dialogo. L’insegnante ucciso non aveva imposto ai suoi studenti di guardare le immagini, ma una studentessa non aveva capito lo scopo stesso di quella lezione. Forse il professore non aveva compreso che lei non era ancora sufficientemente matura per confrontarsi con quel determinato argomento. 

In secondo luogo, nell’era digitale, ci sono altri modi per mostrare delle immagini oltre a un giornale cartaceo. In alcune scuole è vietato utilizzare i cellulari. A volte concedere agli adolescenti di accendere il proprio smartphone per cercare delle informazioni e utilizzarle nel modo che ritengono più giusto può essere un equo compromesso. 

Infatti, la scelta di trattare degli argomenti di attualità è una strategia utilizzata continuamente. Tuttavia, occorre agire in maniera previdente e immaginarsi le conseguenze. Il processo ai responsabili dell’attentato a Charlie Hebdo avviene nello stesso periodo della morte di Paty. Aveva scelto questo tema forse per far comprendere meglio agli alunni le notizie che vedono in televisione. Però non aveva pensato che le persone implicate sono dei terroristi con dei legami con una organizzazione internazionale ancora presente in Francia. 

È bastato un padre arrabbiato per scatenare un “dibattito” internazionale tra Macron, Erdogan e tutta la comunità musulmana. I professori dovrebbero essere informati, anche dalle forze armate, riguardo gli argomenti tabù. 

In conclusione, un consiglio da dare ai professori è quello di ascoltare i reali interessi degli studenti per costruire meglio il piano metodologico e i programmi, dall’altra i genitori dovrebbero affidarsi di più alla scuola. Bisogna far capire che nessuno sta provando a rimpiazzare la loro autorità. Una nuova “struttura” mentale è cruciale si formi da entrambe le parti. 

Infine, è necessario domandare alle due fazioni se sono veramente intenzionate a collaborare e se sono pronte a rimettere in discussione i propri punti di vista. Una cooperazione sarà mai realmente e sinceramente possibile?

Autrice

Giulia Barjona (Italia)

Lingue: Italiano, inglese e francese. 

Studi: Laureata in Scienze pedagogiche 

L'Europa è... un'immensa fonte d'ispirazione e di scoperta.

Traduttrice

Arianna Bordi (Italia)

Studi: Laurea magistrale in Editoria e comunicazione visiva e digitale

Lingue: Inglese e francese

L'Europa è… casa ovunque.

Author: alessandra

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