Politica di coesione e Covid-19: iniziativa d’investimento in risposta al Coronavirus

La politica di Coesione è la strategia adottata dall’UE per promuovere uno sviluppo uniforme di tutte le regioni europee. Pertanto, lo scopo principale è rafforzare la coesione economica e sociale e ridurre le disparità tra regioni. Nell’arco temporale che comprende gli anni tra il 2014 e il 2020, la politica di Coesione (anche chiamata Politica Regionale) ha ricevuto circa il 32.5% del budget dell’EU.

Di Milena Parotti / 3.10.2020

Tre dei fondi strutturali e d’investimento europei (ESIF) rappresentano le basi finanziarie della politica Regionale: il Fondo europeo di sviluppo regionale (FESR), il Fondo sociale europeo (FSE) e il Fondo di Coesione (FC).

Questa politica, in contrasto con altre tipologie di fondi europei (a finanziamento diretto), si basa sul principio di sussidiarietà, il quale mira a garantire che le decisioni vengano prese dagli enti più vicini ai cittadini, come Stati Membri, regioni e città. Ciò significa che ogni stato riceve una determinata quantità di fondi ogni 7 anni, in base al proprio PIL, e accetta un accordo di partenariato in collaborazione con la Commissione europea. In seguito, tutte le regioni redigono un programma Operativo, ovvero un piano dettagliato, per spiegare come verranno spesi i fondi strutturali e d’investimento europei (ESIF) in 7 anni.

Potrebbe sembrare complicato, ma è un modo equo ed efficiente per assicurarsi che ogni regione investa i propri soldi in ciò che conta davvero.

Quando il virus Covid-119 ha iniziato a diffondendersi in Europa nel Marzo 2020, la Commissione europea ha deciso di sfruttare questo strumento finanziario come prima risposta all’emergenza. Il Fondo europeo di sviluppo regionale è stato utilizzato per fare fronte alle spese sanitarie e per le piccole-medio imprese. Invece, il Fondo sociale europeo, è stato utilizzato per i bisogni legati al lavoro agile, per le sovvenzioni salariali, per l’e-learning e molto altro ancora nel campo del lavoro.

Soprattutto, sono state superate molte restrizioni per consentire alle regioni di spendere i fondi rimanenti per la pandemia. La semplificazione delle procedure burocratiche ha aiutato le regioni a reindirizzare le proprie risorse verso l’emergenza, in un momento in cui gli Stati Membri erano ancora molto lontani dal raggiungimento di un accordo sul Recovery fund.

Sono state lanciate delle misure nell’Aprile 2020 sotto forma di Coronavirus Response Investment Initiative (CRII – Iniziativa d’investimento in risposta al Coronavirus) e di Coronavirus Response Investment Initiative Plus (CRII+ – Iniziativa d’investimento in risposta al Coronavirus più); queste sono state promosse dal Parlamento europeo e dal Consiglio europeo, e sono state poi integrate nel pacchetto REACT-UE.

Secondo Elisa Ferreira, Commissario per la Coesione e per le Riforme, “Tre mesi dopo l’adozione del CRII+ e l’accordo in sospeso sul pacchetto REACT-EU, gli Stati Membri stanno facendo pieno uso delle flessibilità e delle liquidità offerte dal Fondo di Coesione per aiutare coloro che sono stati maggiormente colpiti: operatori sanitari e ospedali, SME e lavoratori. […] Il CRII ha garantito una risposta d’emergenza laddove necessario. Disponiamo di ottimi esempi relativi alla mobilitazione dei fondi e alle misure introdotte in molte città e regioni in tutta Europa”.

Un esempio: La Bulgaria ha ridistribuito più di 20 milioni di euro dei Fondi per la politica di Coesione per rafforzare la risposta del settore sanitario all’epidemia di coronavirus. Lo stesso è stato fatto dalla maggior parte degli Stati membri dell’UE. Desideroso di saperne di più? Qui puoi trovare maggiori informazioni e altri esempi: https://ec.europa.eu/regional_policy/en/newsroom/coronavirus-response/

Autrice

Milena Parotti (Italia)

Studi: Comunicazione pubblica e politica

Lingue: italiano, inglese, francese, tedesco

L’Europa è… una grande famiglia in cui le differenze sono punti di forza.

Traduttrice

Eleonora di Gaetano

Studi: Laurea in Scienze della Mediazione Interlinguistica e Interculturale

Lingue: Inglese, francese, russo

L'Europa è... un capitolo da iniziare.

Author: alessandra

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