Come l’Europa combatte la disinformazione

In un periodo storico definito “post-verità”, la disinformazione rappresenta una minaccia concreta per la libertà dei cittadini, per il funzionamento delle istituzioni e della stessa democrazia. Durante la pandemia globale di Covid-19 la rapida espansione di fake news e bufale, soprattutto di matrice politica, ha messo a rischio la salute pubblica. Garantire un’informazione libera e affidabile è una priorità e un dovere da parte di cittadini e istituzioni. In che modo quindi l’EU si impegna a contrastare la disinformazione?

Di Elena Noventa / 18.06.2020

Il contesto mediatico in cui quotidianamente siamo immersi ci propone centinaia di contenuti, molto spesso approssimativi, mal interpretati o falsi: fake news, bufale, pubblicità ingannevole, truffe, campagne complottiste. Tutto questo è frutto di una cultura comunicativa basata sulla competizione tra media, che per assicurarsi la pubblicazione per primi di una notizia non verificano le informazioni; oppure sul click-baiting, che trae profitto dalle numerose visualizzazioni e condivisioni di fake news e contenuti virali. Molto spesso la disinformazione ha anche scopi politici, come per esempio attaccare dall’esterno o dall’interno la credibilità di un determinato Stato, governo o istituzione per creare squilibri.

Come ha dichiarato Federica Mogherini, ex alto rappresentante dell’EEAS (European External Action Security), “L’Europa si impegna a proteggere la democrazia e non permettere a nessuno di diffondere notizie false che alimentano l’odio, le divisioni e la sfiducia nella democrazia. Abbiamo deciso di agire insieme, come Unione europea, e di rafforzare la nostra risposta, promuovere i nostri principi, sostenere la resilienza delle nostre società all’interno delle nostre frontiere e nel vicinato. Questo è il modo europeo di rispondere a una delle principali sfide dei nostri tempi”.

Piano EU contro la disinformazione

Nel 2015 l’ EEAS ha creato una task force per contrastare le campagne di disinformazione da parte della Russia, ponendosi degli obiettivi specifici per una comunicazione chiara e affidabile con il vicinato orientale, soprattutto sostenendo la libertà dei mezzi di informazione e consolidando i media indipendenti; migliorando le capacità dell’Unione di prevedere e affrontare le attività di disinformazione a favore del Cremlino e di sensibilizzare il pubblico in proposito. Venne creato in questo contesto il portale web EUvsDisinformation, dove fact-checkers e esperti pubblicano contenuti e notizie false provenienti dalla Russia che hanno lo scopo di danneggiare l’EU e i suoi Stati membri.

Nell’aprile del 2018 viene approvato il Piano UE contro la disinformazione, che stabilisce quattro obiettivi fondamentali:

  1.  migliorare la capacità complessiva delle Istituzioni EU e Stati Membri di rilevare azioni ostili di disinformazione
  2. facilitare risposte coordinate tra Stati e Istituzioni
  3. responsabilizzare i gestori di media e piattaforme digitali
  4. coinvolgere e responsabilizzare scuole, università, think tank per i servizi IT e singoli cittadini

A giugno 2019, viene presentato il Piano dei progressi raggiunti con l’attuazione del Piano fino a quel momento: si è creato un Sistema Rapido di Allerta, ovvero di una piattaforma digitale dove Stati e Istituzioni possono comunicare velocemente tra di loro, scambiarsi informazioni, mantenersi aggiornati su quale sia la situazione dei singoli Stati, i problemi rilevati, le soluzioni adottate, comunicare report periodici e tenere sotto osservazione la situazione, soprattutto in momenti delicati come elezioni europee o politiche nazionali. 

Il 16 ottobre del 2018 Facebook, Google, Twitter, Mozilla firmano il Codice di buone pratiche  con il quale si impegnano ad agire in cinque aree specifiche all’interno delle proprie piattaforme: 

  1. Interruzione dei ricavi pubblicitari di alcuni conti e siti web che diffondono disinformazione; 
  2. Rendere più trasparente la pubblicità di carattere politico e sociale; 
  3. Affrontare la questione dei conti falsi e dei bot online; 
  4. Dare ai consumatori la possibilità di segnalare la disinformazione e di accedere a diverse fonti di notizie, migliorando al tempo stesso la visibilità e la reperibilità di contenuti autorevoli; 
  5. Responsabilizzare la comunità di ricerca a monitorare la disinformazione online attraverso l’accesso ai dati delle piattaforme nel rispetto della privacy.

Emergenza covid-19 e infodemia

Lo scoppio della pandemia di Covid-19 nel marzo 2020 ha portato un forte e sempre più diffuso fenomeno di infodemia: la circolazione di una quantità eccessiva di informazioni e disposizioni mediche, molto spesso non verificate, false, approssimate o mal interpretate, campagne complottiste portate avanti da altri Paesi, bufale. Tutto questo ha facilmente distorto e influenzato negativamente l’opinione pubblica, mettendo a rischio non solo la democrazia e il suo funzionamento, ma anche la salute dei cittadini. Come ha dichiarato il presidente dell’EEAS Josep Borrel: “La disinformazione può uccidere”.

La risposta dell’EU è stata immediata, dichiarando che la tutela della libertà e della salute dei cittadini passa attraverso la neutralità delle informazioni e il rispetto della verità. 

Il 17 aprile 2020 il parlamento europeo ha stabilito gli obiettivi e i provvedimenti da attuare:

  • intensificare il contrasto alla propaganda aggressiva da parte di esterni come Russia e Cina; 
  • una stretta collaborazione con i media ufficiali europei e un’intensificazione della comunicazione diretta con i cittadini, disponendo per esempio strumenti per informarsi in maniera sicura e trasparente; 
  • la disposizione di 5,1 milioni di euro per finanziare progetti a favore della libertà di stampa e di media indipendenti; 
  • utilizzo e potenziamento della piattaforma EUvsDisinformation come canale per pubblicare informazioni, notizie ufficiali, report mensili dell’EEAS sulla disinformazione e fact-checking.

Aiutati che l’EU ti aiuta

L’Europa agisce nell’interesse nostro e della collettività, ma ricordiamo che l’Europa siamo anche e soprattutto noi che la componiamo, e anche noi quindi possiamo apportare un contributo significativo per combattere la disinformazione.

Innanzitutto, è bene ricordare i due principi base per una corretta informazione: scegliere le fonti e controllare. Non abbiate fretta, andate fino in fondo.

Poi, vi lasciamo qui qualche link utile per approfondire l’azione dell’EU contro la disinformazione e contro il coronavirus.

Un’Europa che protegge: l’UE interviene per contrastare la disinformazione

Disinformation: how to recognise and tackle Covid-19 myths

Fighting disinformation

Disinformation around the coronavirus pandemic: opening statement by the HR/VP Josep Borrell at the European Parliament

Coronavirus response

Autrice

Elena Noventa (Italia)

Studi: Lettere, comunicazione e spettacolo 

Lingue: italiano, inglese, francese

L'Europa è… unita dai confini che la dividono.

Author: alessandra

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