Professionisti della comunicazione: uccisi, imprigionati, sequestrati!

Qual è stata la situazione per quanto riguarda la libertà di stampa nel 2018?

Di Julia Mayer / 03.06.2019

Il ruolo dei media è essenziali all’interno di ogni società democratica. I media informano, controllano e promuovono la formazione delle opinioni. I principi della democrazia possono essere garantiti soltanto attraverso una forma di comunicazione libera e aperta, attraverso l’informazione, la riflessione critica dei fatti e la scoperta di irregolarità. I media sono quindi fondamentali in ambito politico ed economico così come nel contesto culturale e sociale. Contribuiscono alla stabilità del sistema politico e alla costante evoluzione della società. Centrale a questo scopo è che la stampa possa agire in completa autonomia. Ma cosa succede se la libertà di espressione subisce restrizioni?

L’organizzazione Reporter senza frontiere documenta la presenza di violazioni della libertà di stampa e d’informazione su scala mondiale e informa l’opinione pubblica nel caso in cui giornalisti o i loro collaboratori siano in pericolo. Nel suo bilancio annuale ci riferisce di reati orrendi: nel 2018 sono stati sequestrati 348 giornalisti e uccisi 80. Inoltre, 60 persone sono state rapite e tre sono tuttora scomparse.

Giornalisti uccisi

Facendo seguito al bilancio annuale del 2017, osserviamo che nel 2018 sono state uccise 15 persone in più rispetto all’anno precedente. Il 61% dei giornalisti uccisi nel 2018 sono stati vittime di attacchi mirati: non sono morti mentre erano in missione, ma sono stati attaccati di proposito a causa della loro attività giornalistica. Attraverso i loro servizi illustravano le attività criminali di figure pubbliche e in questo modo si scontravano con gli interessi di determinati gruppi.
Fra i paesi più pericolosi per i professionisti nell’ambito della comunicazione troviamo l’Afghanistan, la Siria e il Messico. Quest’ultimo non è sconvolto dalla guerra. Nonostante ciò, molti messicani si relazionano con ostilità con la stampa, poiché essa mira a smascherare la corruzione e le attività della criminalità organizzata.

Giornalisti imprigionati

Anche in questo ambito si registra un aumento del 7%. Il numero dei giornalisti professionisti imprigionati calano rispetto all’anno precedente, ma al contempo sale la quantità di blogger e giornalisti indipendenti imprigionati. Più della metà dei giornalisti arrestati nel mondo si trovano imprigionati in soli cinque Stati. Si parte con i dati provenienti dalla Cina, seguono Egitto, Turchia, Arabia Saudita e Iran. Questi paesi, dopo aver sottomesso al proprio controllo i propri professionisti, stanno ora sviluppando leggi per agire con facilità contro i giornalisti online in futuro. Spesso, nonostante l’ordinanza di rilascio, i giornalisti arrestati continuano a essere trattenuti e le sentenze vengono semplicemente ignorate.

Giornalisti rapiti

In seguito alle considerazioni precedenti, non c’è da meravigliarsi se il numero dei giornalisti rapiti sia cresciuto dell’11% rispetto all’anno precedente. Soprattutto in territori coinvolti dalla guerra nel Medio Oriente si è assistito a molti rapimenti per motivi politici ed economici. Particolarmente colpiti da questo problema sono Siria, Yemen e Irak.
A ciò si aggiungono giornalisti risultanti come scomparsi. Appartengono a questa categoria coloro per i quali non è possibile trovare alcuna dichiarazione ufficiale relativa alla loro morte né evidenze di un loro possibile sequestro.

E qual è la situazione relativa alla libertà di stampa nell’Unione Europea? Come può essere migliorata, in Europa e nel mondo?

Come è stato chiaramente evidenziato sopra, il bilancio mondiale riguardante la libertà di stampa è peggiorato drasticamente rispetto all’anno precedente. Ma cosa emerge se ci si concentra sull’UE?
Innanzitutto viene constato che l’art. 10 della CEDU (Convenzione europea per la salvaguardia dei diritti dell’uomo e delle libertà fondamentali) protegge la libertà di opinione e con ciò anche la libertà di stampa e d’informazione. Di conseguenza tutti i cittadini europei possono esprimere e divulgare liberamente la loro opinione. La libertà dei media, il pluralismo e l’indipendenza sono componenti essenziali per il diritto alla libertà di opinione. Tuttavia, anche paesi dell’UE, come Ungheria, Polonia e Slovacchia, hanno da combattere sempre di più con accuse di censura. Per esempio in Ungheria la legge sui media introdotta nel 2011 ha portato a forti censure.

È sempre fondamentale osservare come sia regolata la proprietà dei media, poiché chi possiede i mezzi di informazione ha potere su di essi e capacità di influenzarli o di imporre determinati contenuti informativi.
Per contrastare tali fenomeni e al contempo garantire e promuovere il pluralismo, il Consiglio di sicurezza dell’ONU nel maggio del 2015 ha approvato all’unanimità una risoluzione relativa alla difesa dei giornalisti in situazioni di conflitto armato. Con la campagna #ProtectJournalists sono stati istituiti 14 punti di appoggio presso i quali i giornalisti possano avvalersi di assistenza legale, misure protettive e supporto nell’autoassistenza. Allo stesso tempo vengono documentati dai Reporter senza frontiere tutti gli attacchi e gli episodi di violenza nei confronti dei professionisti di questo settore.

Proprio i Reporter senza frontiere hanno chiesto nel 2018, presso una commissione internazionale composta da rappresentanti di alto livello, l’istituzione del diritto fondamentale all’informazione libera e indipendente. La commissione ha promulgato a inizio novembre una “Dichiarazione internazionale sull’informazione e sulla democrazia”, secondo la quale lo “spazio globale informativo e comunicativo” deve essere protetto come un bene collettivo dell’umanità.

In occasione della giornata internazionale della libertà di stampa del 2018 gli eurodeputati hanno invitato alla difesa della libertà dei mezzi di comunicazione, del pluralismo e dell’indipendenza. Inoltre, all’interno del Parlamento Europeo sono stati fissati obiettivi comuni, tali che nel futuro i giornalisti investigativi possano godere di un maggiore supporto e venga istituita un’autorità di regolamentazione indipendente, che sorvegli e segnali eventuali minacce nei confronti dei giornalisti. In aggiunta, è prevista la definizione di nuove norme comunitarie volte alla prevenzione di capziose azioni legali in questo ambito. Tali obiettivi appaiono decisamente incoraggianti e in caso di effettiva attuazione permetterebbero di fare progressi, perlomeno all’interno dell’UE, e fungerebbero da modelli per altri paesi.

Conclusione

I media giocano un ruolo chiave all’interno di una società democratica e sono indispensabili per la trasmissione di informazioni nel contesto europeo. Per questo risulta essenziale proteggere la libertà di stampa, sanzionare gli abusi e le infrazioni contro di essa, denunciare gli attacchi contro i giornalisti e adottare misure di prevenzione in questo senso.

Fonti:

https://www.reporter-ohne-grenzen.de/jahresbilanz/2018/
https://www.bpb.de/gesellschaft/medien-und-sport/medienpolitik/189218/funktionen-der-medien-in-einer-demokratischen-gesellschaft-i-und-ii
https://www.reporter-ohne-grenzen.de/fileadmin/Redaktion/Presse/Downloads/Jahresbilanz/181217_Jahresbilanz2018.pdf
https://www.dw.com/de/rangliste-der-pressefreiheit-europa-wird-zum-krisenkontinent-f%C3%BCr-journalisten/a-43511838
https://www.deutschlandfunk.de/eu-politikerin-lochbihler-die-pressefreiheit-in-europa-ist.694.de.html?dram:article_id=416496
http://www.europarl.europa.eu/news/de/headlines/society/20180322STO00326/eu-abgeordnete-fordern-schutz-von-journalisten-und-unabhangigkeit-von-medien
http://www.europarl.europa.eu/news/de/press-room/20180426IPR02615/eu-muss-sich-starker-fur-den-pluralismus-der-medien-einsetzen

Author

Julia Mayer (Germania)

Studi: Public Management

Lingue: tedesco, inglese, francese

L’Europa è… una comunità che ci unisce, fondata sulla pace e su valori comuni, unica in questa forma, indispensabile per il nostro coesistere.

Translator

Alessandra Ivaldi (Italia)

Lingue: Italiano, inglese, tedesco, francese

L’Europa è… un patrimonio culturale.

Questo articolo è tradotto anche in Deutsch, English, Français, [Main Site] e Русский.

Author: alessandra

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