Stati Uniti d’Europa: È davvero possibile?

Di fronte alle potenziali inefficienze dell’Unione Europea, alcune voci sostengono il bisogno di creare una federazione europea come quella degli Stati Uniti d’America. Ma è davvero possibile? In questo articolo presenteremo alcune riflessioni sulla questione.E

Di Miriam Vázquez / 16.1.2018

La controversia sul futuro dell’Europa è all’ordine del giorno. I suoi detrattori sottolineano alcune sue imperfezioni, come la mancanza di unione fiscale tra gli stati o la bassa affluenza alle elezioni europee. Allo stesso modo, non prendono in considerazione gli importanti traguardi che ha raggiunto, come più di sei decadi di pace o la creazione dell’area Schengen. Questi successi vanno oltre i potenziali problemi, anche se non li giustificano.

Vi sono due semplici alternative per superarli: ridare la sovranità ai suoi stati membri oppure perseguire un’integrazione maggiore. Tuttavia, il fenomeno della globalizzazione rende impensabile l’idea di restaurare le cosiddette “economie chiuse”. Sembra quindi che l’integrazione sia la migliore alternativa e, tra i suoi possibili modi, alcune persone propendono per la creazione di una federazione europea. Ma prima di corroborare questa posizione, è importante sapere come funziona oggi l’Unione Europea e perché risulta ingenuo pensare di applicarvi il modello degli Stati Uniti d’America.

Mappa dell’Unione Europea © d-maps

Alla domanda su cosa sia per loro l’Unione Europea, le risposte di alcuni studenti universitari sono le seguenti: “Un’organizzazione internazionale con pretese sovranazionali” o “Un gruppo di paesi che cercano di stabilire un miglior sistema economico tra di loro”. Qual è la definizione corretta? Malgrado le differenze, sono entrambe corrette. Anche gli esperti non sono concordi sul come definirla. Alcuni di essi considerano l’UE un luogo in cui gli interessi degli stati prevalgono su tutto il resto (intergovernativismo) mentre altri asseriscono che l’UE abbia istituzioni che dirigono questi stati (sovranazionalismo).

Comunque, la realtà dell’UE è più complessa e si possono osservare caratteristiche da entrambe le prospettive. Ecco perché, in anni recenti, è sorta una nuova teoria che cerca di conciliarle: la governance multilivello. Il politologo britannico Michael Keating difende questa teoria nell’articolo “Europe as a multilevel federation”, e ritiene che l’UE sia un luogo dove diversi attori e sfere interagiscano. Secondo tale teoria, i livelli sotto il controllo dello stato giocano anche un ruolo importante, i quali sono posti sotto l’egida del federalismo. Ne emerge un ordine che combina unità e diversità.

Ma Keating non è il primo a suggerire l’idea di un’Europa federale. Nel secolo scorso, personalità del calibro di Winston Churchill hanno difeso questa teoria. In particolare, il politico britannico ha usato il termine “Stati Uniti d’Europa” per descrivere il suo modello ideale, un’espressione che era stata usata per prima dallo scrittore Victor Hugo nel diciannovesimo secolo. Davanti a tali prese di posizione, perché non c’è ancora stata una vera proposta per una federazione? Tra le varie ragioni, una è la riserva di molti stati sul trasferire poteri su competenze che sono state sempre di dominio nazionale, quali la sicurezza, l’industria o la cultura.

Un altro punto da valutare per il suo successo è che in altre federazioni, come quella degli Stati Uniti d’America, la situazione sociale e politica delle sue colonie al momento di riunirsi sotto una federazione era molto diversa dalla nostra. È stato storicamente provato che usare la stessa strategia da un paese all’altro non sempre sortisce lo stesso risultato. È dello stesso avviso il professore Daniel Ziblatt di Harvard che tratta di questo argomento nel suo studio “Rethinking the origins of federalism”, dove spiega perché l’attuazione di un modello federale in Germania è stato un successo mentre in Italia non è stato possibile da realizzare.

Dunque, il successo di una federazione europea dipende completamente dalla volontà degli stati membri di cedere le loro sfere di controllo, così come dallo sviluppo di un meccanismo federale adattato alle esigenze europee. Logicamente, seguire il modello USA sarebbe irrealizzabile, poiché il punto di partenza sarebbe totalmente diverso.

Autrice

Miriam Vázquez (Spagna)

Studi: Giornalismo e Scienze Politiche e Amministrative

Lingue: Spagnolo, Catalano, Inglese Tedesco e un po’ di Francese

L’Europa è… un luogo unico dove persone con culture, lingue e punti di vista diversi vivono insieme

Twitter: @mirabroad

Traduttrice

Shana Seminara (Italia)

Studia: Mediazione linguistica e interculturale

Parla: Italiano, Inglese, Spagnolo, Francese

L’Europa è… un posto gestaltico da custodire, la bellezza di diverse storie e culture che si incontrano

Revisore

Chiara Balsamo (Italia)

Questo articolo è tradotto anche in Bosanski - Hrvatski - Srpski, Català, English, Español, Français, Malti, [Main Site] e Русский.

Author: Anja

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