Parità, uguali, tutti uguali

Dopo un sondaggio rappresentativo in cui l’83% della popolazione si è detta favorevole ai matrimoni gay, e l’aumento della pressione da parte del partito conservatore, finalmente anche in Germania il matrimonio egualitario è una possibilità tangibile – ben 16 anni dopo da quando la vicina Olanda, nel 2001, è stata il primo paese al mondo ad instaurare i matrimoni egualitari per le coppie dello stesso sesso.

Oltre l’Olanda, gli stati europei che fino ad ora hanno equiparato il matrimonio tra le coppie dello stesso stesso a quello tra uomo e donna sono: Belgio (2003), Spagna (2005), Norvegia (2009), Svezia (2009), Portogallo (2010), Islanda (2010), Danimarca (2012), Francia (2013), Regno Unito (ma non l’Irlanda del nord) (2014), Irlanda (2015), Lussemburgo (2015) e Finlandia (2017). Questi sono solo 13 dei 49 Stati che geograficamente compongono l’Europa, neppure la metà dell’Unione Europea.

In Europa, la lotta per la parità dei diritti è ben lontana dalla fine. Nel suo personalissimo testo, la poetessa Veronika Rieger scrive a proposito della sensazione che il proprio amore venga trattato come se fosse di seconda classe, posando lo sguardo sull’ipocrisia che accompagna continuamente l’argomento.

Parità, uguali, tutti uguali

Un contributo di  Veronika Rieger / 28.6.2017

 
Un estratto: Legge Fondamentale della Repubblica Federale di Germania
Art 3
(1) Tutti gli uomini sono uguali di fronte alla legge.

Mi sveglio. Scure ombre notturne, a sinistra la mia ragazza dorme. A destra, il cellulare – acceso: notizia, primo anniversario dalla sparatoria nel club gay di Orlando, il Pulse. 49 persone morte. La terra continua a girare,ed io mi giro sulla schiena.

Suona la sveglia, la mia ragazza apre gli occhi, si schiudono con il profumo del caffè, lentamente le frasi diventano più lunghe. Stazioni della metropolitana mi passano davanti ad ogni minuto, suole di scarpe si muovono a passo pesante in alti e vuoti corridoi universitari, nella routine di tutti i giorni.

Dopo ore di solita quotidianità, svuoto la cassetta delle lettere. Trovo, davvero, il quinto invito ad un matrimonio per quest’estate, prima di tutto faccio un altro caffè, poi apro la busta.

Vado oltre l’eccessiva decorazione dei caratteri, dannazione, si deve davvero spedire un biglietto di conferma, possibili risposte:

               1 Verrò volentieri

               2 Verrò con il mio fidanzato

Non riesco a tollerare la seconda opzione – dopo le tazze di caffè sono iperattiva. Esco. Chiamo la mia ragazza, facciamo compere. Nei 983 metri di strada per arrivare alla metropolitana, sopportiamo gli sguardi intorno a noi. “Lesbiche di merda”, non ho nessuna replica arguta per quei quindicenni. Di nuovo, finestrini in metropolitana. Nel centro della città affrontiamo di nuovo gli sguardi, e le campagne elettorali.

Sono davvero interessata alla politica, e prima d’ora non avevo mai avuto così poca voglia di votare. Voglio dire, per niente. Davvero. Poiché ogni partito mi dice di essere, veramente!, così liberale a proposito di ciò ma che nessuno ha davvero fatto qualcosa per cambiare la situazione, questi mi infondono fiducia all’incirca come i clown assassini dell’anno scorso al Westpark.

Ancora questa stupida partecipazione nella mia borsa.

A Marienplatz ci sono ancora quegli idioti nazionalisti, ma a quanto pare diventano sempre più giovani. Quello al centro potrebbe avere l’età di mio fratello. Penso a mio fratello, quello che ha smesso di dare sue notizie, perché questo gli costava troppo, perché il mio amore costa troppo; lui non ha nulla da ridire, ma cosa dovrebbe pensare la gente.

Nella metropolitana, una chiacchierata di circostanza, non voluta e non richiesta, con il signore seduto di fronte: voi due avete dei bambini? Siete sposate?

Metto la mano nella borsa, mi taglio con il dannato invito. Sangue vitale sulla carta fatta a mano.

L’uomo davanti a te sta insistendo ancora e tu, troppo timida, troppo intimorita per dire qualsiasi cosa, afferri la mia mano, penso che vorrei sposarti un giorno. Voglio mi sia permesso prendere la tua mano nella mia, con quegli stupidi anelli così dannatamente cari, e chiamarti mia moglie, lo voglio davvero. Magari non ora, non domani, non il prossimo anno, ma voglio quantomeno averne la possibilità, prima o poi.

Gli dico in faccia, nella maniera più amichevole possibile, che sono domande molto personali e che non vogliamo rispondere. L’uomo continua a parlare, blaterando qualcosa contro il matrimonio per le persone come me. Sto perdendo la pazienza.

Non voglio che mi sia detto mai più.

Il prossimo che mi dice che il mio amore, o il matrimonio tra coppie dello stesso sesso, è contro natura, è libero di rinfrescare le sue conoscenze di biologia a proposito della vita sessuale di delfini, scimmie, leoni, giraffe, centinaia di uccelli, iene, pecore, ed anche di quegli orribili granchi, ma non con me. Tra le altre cose, il matrimonio non è affatto naturale, si tratta anzi di un’istituzione introdotta dallo Stato e pertanto naturale e biologica all’incirca come l’inquinamento da plastica.

Chi mi dice che il matrimonio è riservato alle coppie composte da uomo e donna, può senz’altro spiegare se e quando le altre dieci (e più) combinazioni di cromosomi X e Y biologicamente riconosciute possono sposarsi, e il motivo esatto per il quale l’uomo e la donna, e dunque il Sig.XY e la Sig.ra XX, dovrebbero avere questo privilegio rispetto a tutti gli altri generi sessuali.

A chi lo riduce semplicemente ad un discorso sulla procreazione, chiedo la revoca definitiva di tutti i privilegi statali e dello status coniugale per le coppie eterosessuali senza figli; mi sembra l’unica conseguenza logica.

Chi adesso mi dice che il matrimonio tra due persone adulte che si amano, autenticato dinanzi allo Stato, è contro la volontà di Dio, beh, allora non ha ben compreso il concetto di secolarizzazione.

Ma ho ancora qualcosa da dire anche ai cristiani più radicali:

Se dite che il mio amore va contro la volontà di Dio,siete dunque in possesso della saggezza divina. Tuttavia solo Dio è in possesso di questa saggezza, e può quindi giudicare gli uomini, con questa affermazione definite voi stessi come Dio e questa blasfemia è già abbastanza idiota, anche per degli stupidi Democristiani. Ad ogni modo, chiunque pratichi una politica d’asilo così sprezzante, ha già perso i propri diritti dinanzi a Dio.

Contro il matrimonio tra coppie dello stesso stesso, al giorno d’oggi, non è rimasta alcuna argomentazione che abbia senso. Però c’è una ragione per rimanere contrario: essere uno stronzo omofobo.

Lascio cadere tutto questo direttamente ai piedi dell’uomo nella metropolitana, dalla borsa, grande bocca, cervello e memoria, in mezzo ci sono volantini di partiti che promettono “matrimonio per tutti” prima delle elezioni e la carta bianca, fatta a mano, con la macchia di sangue che sembra quasi un piccolo cuore.

Atto Generale sulla Parità di Trattamento (AGG)

§ 1 Obiettivo di questo atto

L’obiettivo di questo atto è di prevenire o fermare la discriminazione per motivi di razza, etnia, sesso, religione, disabilità, età od orientamento sessuale.

Fisso il soffitto sopra il mio letto. A sinistra, la mia ragazza dorme mentre in TV trasmettono un telefilm. A destra, il cellulare – acceso: notizia, a Monaco un uomo gay sulla trentina è stato picchiato a sangue. Notizia successiva: ai semafori, le luci gay friendly si accenderanno di nuovo per il prossimo Gay Pride. I miei nervi a proposito di questo argomento continuano ad essere allo stremo delle forze.
.
Tutti gli uomini sono uguali di fronte a Dio, dicono.

Tutti gli uomini sono uguali di fronte alla legge, dicono.

Sembra che 5,6 milioni di tedeschi siano ancora un po’ meno uguali degli altri.

Autrice

Veronika Rieger (Germania)

Veronika Rieger è un’artista di slam poetry, e si esibisce dal vivo dal’inizio del 2016. Quando non è sul palco, studia Teologia protestante per diventare un pastore.

Traduttrice

Roberta Roscia (Italia)

Studio: Facoltà di Lingue e Culture Moderne

Lingue: Italiano, francese, inglese, tedesco, spagnolo

L’Europa è… un grande incrocio dove condividere culture e tradizioni differenti, senza dimenticare la propria storia.

Questo articolo è tradotto anche in Català, Deutsch, English, Español, Français, Malti e [Main Site].

Author: Anja

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